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Vicenza – Ispezioni Polstrada


AL  DIRIGENTE IL COMPARTIMENTO POLSTRADA VENETO DI PADOVA 

Egregio Signor Dirigente,
ci risulta che negli ultimi tempi l’attività ispettiva sia stata particolarmente intensa. Un’attività posta in essere sia da personale dei ruoli direttivi che da ispettori, che si è concentrata sul controllo dei colleghi pattuglianti della specialità di tutto il Veneto.
Controlli che, in linea di principio, sono sacrosanti e financo doverosi se con essi ci si propone di incentivare la qualità del servizio. Ma che non possono essere condivisi se in concreto non hanno alcuna utilità rispetto alle presupposte finalità. Non ci pare, per scendere nel particolare, che il controllo del materiale trasportato nel bagagliaio del veicolo sia funzionale a stimolare un miglior rendimento operativo. Parimenti riteniamo non pertinente controllare su strada l’entità delle somme incassate per le  contravvenzioni saldate all’atto della contestazione.
Casomai sarebbe il caso che si cominciasse a preoccuparsi delle difficoltà del personale, magari adeguandone la dotazione, consentendo a tutte le pattuglie di riscuotere le somme dovute con pagamenti elettronici, visto che l’operatore si trova oggi costretto non solo ad una gravosa responsabilità per il maneggio di somme talvolta rilevanti, ma pure a dover utilizzare il proprio denaro per corrispondere all’utente sanzionato l’eventuale resto.
Lo diciamo perché pare che il rapporto di queste ispezioni sia per lo più caratterizzato da una sorta di “Pagellina”. E che siano poi state anche proposte valutazioni di natura disciplinare nel caso in cui il numero dei verbali di contestazione è stato considerato non soddisfacente. Segno questo che la dirigenza della Polizia Stradale non riesce ad affrancarsi da criteri di valutazione meramente quantitativi, incapace di imparare dagli errori del passato. Un passato in cui venivano tessute le lodi di Uffici e dei rispettivi comandanti che producevano una mole impressionante di verbali, salvo poi scoprire che dietro quell’apparente operatività si nascondevano perniciosi comportamenti criminali.
Quel che vogliamo dire è che la valutazione della diligenza professionale di un poliziotto non può essere data dall’attività svolta in un singolo turno di pattuglia, nel corso del quale possono esserci state molteplici ragioni sottese ad una presunta scarsa produttività. E questo sempre ammesso che possa essere un parametro di riferimento adeguato quello del numero dei verbali contestati.
Ancora più antipatico risulta l’atteggiamento ipocrita che ha portato in alcuni casi a contestare l’uso di capi di vestiario non di ordinanza. Pensiamo sia noto a tutti, anche all’opinione pubblica, che da anni non viene rispettata la prevista cadenza nella distribuzione del vestiario. Qualche anno addietro, in un convegno da noi organizzato a Mestre, era stato proprio l’allora Direttore del Servizio, il Dr. Roberto SGALLA, a raccontare di un collega che, per salvare la vita ad un uomo incastrato in un veicolo incidentato aveva rovinato i pantaloni dell’uniforme. Spiegò che, quale segno di apprezzamento per la sua azione, non aveva potuto fare altro che portargli di persona un nuovo paio di pantaloni, consapevole che altrimenti, se avesse aspettato l’ordinaria vestizione, quel collega non avrebbe potuto uscire con una divisa dignitosa.
Questo episodio risale al 2010, e da allora la situazione è notoriamente peggiorata. Vorremmo fosse chiaro che chi opera su strada ha un’età media prossima ai 50 anni, e se ricorre a capi tecnici protettivi come gli scaldacollo – quelli della cui fornitura dovrebbe preoccuparsi l’Amministrazione – non lo fa per capriccio, ma per non ammalarsi.
Al di la delle considerazioni di carattere generale, l’episodio che più di altri ci ha turbato, e di cui è stato testimone diretto un nostro rappresentante, è accaduto lo scorso 12 dicembre, quando ad essere ispezionata è stata una pattuglia del Distaccamento di Bassano di supporto al servizio di ordine pubblico disposto per i noti presidi di protesta.
A tacer d’altro è appena il caso di osservare che quei colleghi hanno dovuto subire l’umiliazione di essere controllati davanti ad altre decine di operatori in servizio, anche di diverse Forze di Polizia, e tutto questo in un ambito operativo nel quale di tutto si sentiva la necessità, tranne che di un controllo ispettivo. Ma anche a voler andare oltre il profilo della dignità dei colleghi, l’ispezione è stata inopportuna per almeno due ordini di ragioni: in primo luogo, date le modalità della protesta, poteva essere necessario un intervento urgente per la gestione della viabilità; secondariamente, in una prospettiva ordinamentale, è abbastanza difficile capire come sia possibile scavalcare il dirigente di un servizio di ordine pubblico, visto che quella pattuglia era a disposizione di un Primo Dirigente della Questura di Vicenza, e dunque di qualifica superiore a quella dell’incaricato all’ispezione.
Le saremmo grati se, almeno su questo, potesse fornirci qualche Sua impressione, se non altro perché quanto è avvenuto rappresenta per noi uno stravagante inedito.
C’è un’ultima riflessione che non possiamo esimerci dal sottoporLe. La scorsa estate, nell’ottica di contenimento delle spese per le missioni, si è andati alla ricerca di volontari che garantissero la copertura delle esigenze di servizio in località turistiche a costo zero per l’Amministrazione. Oggi queste esigenze paiono invece essere venute meno, visto che l’attività ispettiva comporta mediamente la contabilizzazione di una cinquantina di fogli di viaggio al mese, dato che l’ispettore viaggia sempre accompagnato dall’autista. C’è in questa contraddizione qualcosa che evidentemente ci sfugge, e che Le saremmo grati se volesse aiutarci a capire.
L’auspicio conclusivo è che le nostre osservazioni critiche vengano intese in senso costruttivo, e che possano dunque rappresentare un utile stimolo per allineare lo strumento ispettivo non solo a criteri di aderenza alla realtà, ma anche al rispetto della sensibilità del personale.
Distintamente

IL SEGRETARIO PROVINCIALE GENERALE
R o b e r t o    M E R I D I O

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