AL DIRIGENTE IL COMP.TO POLSTRADA VENETO, AL DIRIGENTE LA SEZ.NE POLSTRADA TREVISO, ALLA SEGRETERIA NAZIONALE SIULP, ALLA SEGRETERIA REGIONALE SIULP VENETO
Il SIULP Treviso è stato investito della questione inerente l’assegnazione e il mantenimento in uso dei caschi protettivi per i servizi moto montati, in ragione delle normative vigenti in materia, e della richiesta dell’Amministrazione di incrementare i servizi moto montati per il periodo aprile –settembre.
Nella fattispecie, una nota della Direzione dei servizi Tecnico Logistici e della Gestione Patrimoniale- Ufficio Tecnico ed analisi di Mercato datata 09/01/2013 nr. 600.A/Eqp000243 reputa che la sicurezza di un casco dipende da vari fattori, poiché le parti del casco sono soggette al naturale deterioramento dovuto alle condizioni ambientali, all’uso in via continuativa, alla cattiva manutenzione e persino ai prodotti per capelli nonché alla sudorazione eccessiva.
A questi fattori si aggiungano poi gli urti o le cadute che, pur non lasciando segni tangibili sulla struttura, possono contribuire alla riduzione della resistenza esterna.
Infine, la summenzionata nota recita testualmente “Pure in condizioni normali di stoccaggio ed utilizzo dei caschi con interfono, le aziende produttrici degli stessi hanno suggerito la loro sostituzione ogni 5 anni”.
Risulta a questa O. S. che in provincia di Treviso vi siano in uso ai colleghi che espletano servizio moto montato caschi acquistati con contratto del 2001, che non hanno subito alcuna revisione in tutti questi anni.
Da qualche tempo inoltre, si è avuto modo di confrontarsi, nell’ambito dei vari incontri con l’Amministrazione e le altre OO.SS., in ordine alla mancata consumazione del primo o secondo ordinario per quei colleghi che eccezionalmente si trovano a dover protrarre il turno di servizio oltre l’orario di apertura della mensa di servizio.
È il caso precipuo della pattuglia che, impegnata nei rilievi di rito su un incidente oltre l’orario di apertura della mensa di servizio, non consuma il pasto dovutogli e non gli viene corrisposto alcun tipo di “rimborso pasto”.
Con nota n.750.C.1.AG800/2351 del 19 settembre 2013, avente oggetto “ attribuzione pasto non nominativi al personale della Polizia di Stato appartenente alla Questura di Rimini”, la Direzione Centrale per i servizi di ragioneria servizio vettovagliamento e pulizia , ha risposto al quesito di quella Questura con il quale si esplicava la problematica della corresponsione dei buoni pasto al personale impossibilitato alla fruizione del pasto, causa particolari servizi di istituto, al fuori dell’ordine pubblico e delle scorte.
La nota in parola sostiene che, che in caso di comprovata impossibilità a fruire della locale struttura mensa, oltre alla stipula di apposite convenzioni “ in rari casi, estremamente particolari ed imprevedibili , circostanza che dovrà essere adeguatamente giustificata dal dirigente responsabile, si potranno erogare i ticket in analogia alla fattispecie di impiego di ordine pubblico”.
Si chiede pertanto alla S.V. un fattivo intervento per l’attribuzione agli aventi diritto del beneficio in parola stante il fatto che, attualmente, risulta non essere mai stato corrisposto alcunché ai colleghi che, eccezionalmente, sia siano ritrovati nella casistica in parola.
In attesa di cortese cenno di riscontro, l’occasione è gradita per porgere cordialità.
Il Segretario Generale Provinciale
Mara Maggiolo