AL SENATORE EMANUELA MUNERATO,ALL’ON. DIEGO CRIVELLARI,AL SENATORE GIOVANNI ENDRIZZI,AL SINDACO DI PORTO TOLLE (RO),
Faccio appello alla sua indiscussa e comprovata sensibilità sui temi della sicurezza e per questo sono a chiedere il Suo intervento, con i modi e tempi che riterrà più opportuni, per evitare che la chiusura del Commissariato di P.S. di Porto Tolle, prevista da un progetto ministeriale di razionalizzazione dei presidi della Polizia di Stato, non abbia a compiersi
Di tale ipotizzata soppressione siamo venuti a conoscenza da una nota inviata dalla Direzione Centrale per gli affari Generali della Polizia di Stato al Prefetto ed al Questore di Rovigo. In pratica secondo il Ministero il Commissariato di Porto Tolle dovrebbe essere sacrificato in ragione dell’esigenza di adeguare la struttura dei presidi territoriali alla minore consistenza dell’organico a livello nazionale.Detto documento illustra che il progetto si è sviluppato attraverso due direttrici fondamentali: una, a carattere interno alla Polizia di Stato, diretta, sostanzialmente, ad una razionalizzazione dei presidi delle quattro specialità, stradale, ferroviaria, postale e frontiera; un’altra, concertata con il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, finalizzata ad una rivisitazione sul territorio della dislocazione dei Commissariati di P.S. e delle Compagnie dei Carabinieri.
La nota termina con la richiesta di un cortese riscontro da parte delle due Autorità entro il 10 marzo 2014, evidenziando che “un’eventuale variante comporta necessariamente una ineludibile rivisitazione dell’intero progetto”.
Come dire: non vi azzardate a fornire pareri discordi.
Ebbene, per quanto è dato a sapere, martedì 25 u.s. si è riunito il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica al quale è stato invitato il Sindaco di Porto Tolle. In tale contesto i responsabili territoriali delle altre Forze di Polizia (a carattere militare: Finanza e Carabinieri), hanno confermato che, diversamente da quanto si prevede per la Polizia di Stato, non sono state annunciate o programmate chiusure di presidi o più in generale modifiche all’attuale assetto.
In ogni caso, per quello che qui più interessa evidenziare, se davvero si dovesse sopprimere il Commissariato di P.S. a Porto Tolle, nel comprensorio di quel comune, che per estensione territoriale è il 2° più grande d’Italia, rimarrebbe la sola Stazione dei Carabinieri.
Si aggiunga altresì che il Commissariato di Porto Tolle è l’unico di cui il piano di razionalizzazione prevede la chiusura in Veneto.
E’ del tutto inutile che stia qui a dilungarmi sulla ricaduta in termini di sicurezza in un territorio ove vi sono problemi di Ordine Pubblico legati ai conflitti, anche interprovinciali, per la coltivazione dei molluschi, per la presenza della Centrale Enel di Polesine Camerini ed il rigassificatore di Porto Levante, oltre a quelli legati alla criminalità in genere.
Sia chiaro che nessuno è assolutamente contrario alla riorganizzazione dei presidi ed alla razionalizzazione delle risorse purché il fine reale sia quello di rendere un servizio meno oneroso per la spesa corrente e più efficiente ed efficace per la collettività. E proprio in questo senso, sia a livello nazionale che regionale come Siulp avevamo individuato una serie di Uffici la cui rilevanza sotto il profilo della garanzia della pubblica sicurezza era marginale, e per i quali, proprio perché consapevoli dell’esigenza di contenimento della spesa, avevamo noi per primi sollecitato la chiusura. A titolo di esempio possiamo qui citare i commissariati cittadini di Verona Borgo Roma e Padova Stanga, ubicati a poche centinaia di metri dalle rispettive Questure, la cui chiusura non solo non comporterebbe alcuna ricaduta sulla sicurezza, ma consentirebbe di recuperare per il controllo del territorio decine di uomini oggi addetti alla vigilanza fissa degli stabili.
Né possiamo assistere in silenzio alla realizzazione di un progetto che, per l’ennesima volta, riduce le risorse per il sistema sicurezza a livello periferico, già messo a dura prova da una preoccupante crescita dei fenomeni criminali, ma non prende assolutamente in considerazione alcuna riduzione di un apparato ministeriale elefantiaco, all’interno del quale sono proliferate articolazioni di dubbia funzionalità, al punto tale che nel giro di pochi anni siamo passati da 9 a ben 19 direzioni centrali!
Per quanto in premessa riteniamo dunque che l’eventuale chiusura del Commissariato di Porto Tolle rappresenterebbe un’operazione meramente ragionieristica, che sacrificherebbe incomprensibilmente le esigenze di sicurezza di una realtà che rimarrebbe priva di un adeguato controllo del territorio.
Non credo vi sia alcun cittadino di Porto Tolle che sia contento di contribuire al risparmio della spesa pubblica a scapito della propria sicurezza, ed è proprio per questa ragione che abbiamo intenzione di coinvolgere la popolazione in una discussione pubblica. Pensiamo al riguardo di chiedere al Sindaco la convocazione di un consiglio comunale straordinario dedicato alla questione qui trattata, aperto alla cittadinanza.
Auspicando quindi un Suo autorevole intervento a sostegno delle nostre rivendicazioni, cogliamo l’occasione per porgere i nostri più Distinti Saluti.
Il Segretario Generale Provinciale
Roberto Traina
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